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Il Papa dei baci

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Da quando Papa Francesco si è affacciato per la prima volta sul balcone del Vaticano la sua popolarità è cresciuta molto senza sosta. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è l’irrefrenabile impulso che lo spinge a baciare i bambini e, tra i più piccoli, sembra provare un vero e proprio debole per i malati, i malati come Mike.

Michael Keating, 10 anni, era seduto sulla sedia a rotelle all’aeroporto di Philadelphia a guardare il Papa procedere a bordo della sua Fiat 500. Non sapeva esattamente cosa stesse succedendo dato che la sua paralisi cerebrale gli impedisce di elaborare le informazioni. I suoi genitori invece sì, e non riuscivano a crederci: il Papa era passato molto vicino a loro e aveva visto loro figlio. Ha ordinato allora di fermare la macchina, ha aperto la portiera e si è avvicinato a loro. “Che peccato non esser riuscita a parlare in spagnolo in quel momento!”, avrà pensato la madre, quando il Papa ha cercato di parlare con lei. Ma non era importante, ciò che davvero contava  erano il gesto, la carezza, il bacio, e lo sguardo. In quei momenti le parole non servono: sono i cuori a parlare.

E il cuore del Papa non può impedirlo, va al di là di ogni sua forza. Nei bambini e nei malati, lì c’è Cristo e il Papa ama Cristo. Si è innamorato di Cristo quando era giovane e ha lasciato tutto per Lui.

Sia i genitori di Michael sia i suoi fratelli si ricorderanno di questo incontro per il resto della loro vita.

Sarà così anche per Sophie Cruz, perché dal giorno in cui ha conosciuto il Papa non ha più avuto incubi. Prima non dormiva bene la notte, aveva paura che arrivasse la polizia e che si portasse via i suoi genitori. Essere un immigrato negli Stati Uniti comporta questo rischio e i genitori di Sophie lavorano molto per poterle pagare la scuola. Allora le è venuta in mente un’idea,- nonostante i suoi soli 5 anni non le manca lo spirito di iniziativa: scriverà una lettera che consegnerà al Papa! Con l’aiuto dei suoi genitori ha composto una lettera ben strutturata, esprimendo i suoi sentimenti a Sua Santità. E il grande giorno è arrivato. I servizi segreti avevano disposto barriere invalicabili e vi erano numerose ,misure di sicurezza.

“Where there is a will, there is a way” si dice in inglese (volere è potere). Sophie non si è lasciata intimorire né dalle barriere né dalla sicurezza. Con l’aiuto di suo padre si è fatta strada e si è ritrovata dall’altro lato della folla. Ha poi cominciato a correre, davvero incredibile, una bambina di 5 anni non può avere la meglio contro 5 agenti dei servizi segreti. Allora il Papa l’ha vista: “Lasciate che i bambini vengano a me”, e ha fatto un gesto. La piccola ha colto l’occasione, e la guardia del corpo italiana, l’ombra del Papa, l’ha portata in braccio fino a sua Santità. Un bacio, un abbraccio e una lettera. In quella lettera i desideri più profondi della piccola: “Voglio dirti che il mio cuore è triste per via dell’odio e della discriminazione contro gli immigrati di questo paese. Ho paura che mi separino dalla mia famiglia” e una richiesta concreta: “Ti prego di parlare col Presidente Barack Obama e con i congressisti affinché approvino la riforma dell’immigrazione, per gli immigrati”.

Ora Sophie sa che grazie alle preghiere del Papa può stare sicura, ora dorme serena.

Angela Mengis

RM Spagna

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